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0138
Il conto in banca di Zia Rosa
Marina Faletti aveva imparato a riconoscere la suoneria di sua suocera dal primo squillo — un trillo
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0121
Sacchi di bucato altrui davanti a casa mia a Bergamo
– Tua madre l'ha chiesto, quindi lo laverai! – annunciò Marco, senza nemmeno togliersi il giaccone.
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013
Il capannone di Marco, cinquecento metri quadri e un debito da saldare
Mi chiamo Marco Ferretti, ho quarantatré anni e faccio il meccanico da quando ne avevo diciannove.
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025
La Sedia Regalo di Capodanno che Costava Millenovecento Euro
Non era ancora buio quando ho sistemato sul tavolo quattro coperti. Uno per me. Uno per Davide.
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016
Il fascicolo trasparente sul tavolo di mio zio
La mattina del 10 ottobre pioveva. Lo ricordo perché ho aspettato dieci minuti sotto la pensilina dell'
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038
# La chiave del cassetto
La stanza sapeva di alcol e di quella polverina dolciastra per pavimenti che producono solo in ospedale.
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011
Il biglietto nella tasca di Andrea
Non so perché l'ho detto proprio in quel momento. Forse perché Anna aveva smesso di torturare il
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017
Il mio nome è Piero Bellandi, quarantatré anni: la storia che devo raccontare è quella vista dai miei occhi, non da quelli di lei.
# Le tre settimane in cui non ho detto niente a Marta Faccio il direttore commerciale da undici anni
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Quando le chiavi restano a casa
Il titolo che mi viene in mente ripensando a quel giorno non è “Adele” e nemmeno “auguri”. È “tre pomodori”.
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013
Non gli ho più mandato un euro
Quel sabato sono partita da Verona alle otto del mattino. Mio figlio Matteo studiava a Bologna, e io