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Marina Faletti aveva imparato a riconoscere la suoneria di sua suocera dal primo squillo — un trillo
– Tua madre l'ha chiesto, quindi lo laverai! – annunciò Marco, senza nemmeno togliersi il giaccone.
Mi chiamo Marco Ferretti, ho quarantatré anni e faccio il meccanico da quando ne avevo diciannove.
Non era ancora buio quando ho sistemato sul tavolo quattro coperti. Uno per me. Uno per Davide.
La mattina del 10 ottobre pioveva. Lo ricordo perché ho aspettato dieci minuti sotto la pensilina dell'
La stanza sapeva di alcol e di quella polverina dolciastra per pavimenti che producono solo in ospedale.
Non so perché l'ho detto proprio in quel momento. Forse perché Anna aveva smesso di torturare il
# Le tre settimane in cui non ho detto niente a Marta Faccio il direttore commerciale da undici anni
Il titolo che mi viene in mente ripensando a quel giorno non è “Adele” e nemmeno “auguri”. È “tre pomodori”.
Quel sabato sono partita da Verona alle otto del mattino. Mio figlio Matteo studiava a Bologna, e io









