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015
Il vecchio Ducato sotto la pensilina
Quel pomeriggio di novembre la pioggia mista a neve arrivava da via del Corso così fitta che persino
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015
Al cuore non si comanda
— Lei cosa si crede di fare? — sbottò Marisa, quando quello sconosciuto allungò le mani sul cucciolo
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07
Al cuore non si comanda
— Lei cosa si crede di fare? — sbottò Marisa, quando quello sconosciuto allungò le mani sul cucciolo
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031
Il seggiolino vuoto in corridoio
Faccio l'infermiera al pronto soccorso dell'ospedale San Filippo Neri, a Roma, da diciannove
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040
Il quaderno delle mance al Bar Excelsior
Faccio la barista al Bar Excelsior, davanti alla stazione di Vicenza, da diciannove anni. Alle sette
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056
Non credeva che stessi vendendo l’agriturismo. Poi in banca, a Città della Pieve, ho tirato fuori la cartellina
Il momento in cui ho visto mia madre davanti alla filiale della Banca Popolare, con quel tailleur blu
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0182
Il Contratto nel Cassetto della Torta
Alla vigilia dei miei settant’anni, mio figlio Andrea organizzò una cena in una trattoria elegante di
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047
La sartoria di via Frangipane e il conto che Mirko non pagò mai
Rosanna Levigni aveva sessantun anni e una sartoria di dodici metri quadrati in via Frangipane, a Bari
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012
Cesare, mio marito, ha una sorella che chiama sempre le cose con nomi tecnici: “riorganizzazione degli spazi”, “ottimizzazione delle risorse familiari”. Io la chiamo Ornella e basta, e quella domenica di settembre l’ho vista piantare un paletto di legno con inciso il suo nome vicino al mio melo migliore, quello che mia nonna aveva innestato trent’anni prima nella nostra casa di campagna vicino a Bracciano.
Io mi chiamo Rita. Ho cinquantotto anni, faccio la contabile part-time per un consorzio agricolo, e quella
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047
Cesare, mio marito, ha una sorella che chiama sempre le cose con nomi tecnici: “riorganizzazione degli spazi”, “ottimizzazione delle risorse familiari”. Io la chiamo Ornella e basta, e quella domenica di settembre l’ho vista piantare un paletto di legno con inciso il suo nome vicino al mio melo migliore, quello che mia nonna aveva innestato trent’anni prima nella nostra casa di campagna vicino a Bracciano.
Io mi chiamo Rita. Ho cinquantotto anni, faccio la contabile part-time per un consorzio agricolo, e quella