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028
Il meccanico che non c’era
Lavoro in questo concessionario di Bologna da undici anni. Il mio angelo di gesso con l'
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06
Ho cambiato la serratura
Tornai a casa alle otto di sera, con due buste della spesa e le dita gelate. La nebbia di Torino si era
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068
Il conto era già pagato
La signora Concetta tamburellava le unghie laccate sul corrimano dell’ascensore mentre salivano al terzo
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013
La metà che avevo promesso a tuo padre
Quella mattina all’alba ho contato due volte le posate. Otto. Una in più. Nella mia cucina di Bari vecchia
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07
Il bambino che fermò l’avvocato
L'officina di mio padre sta in fondo a via delle Repubbliche Marinare, a Bari. Dodici anni che ci lavoro.
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021
Lei aprì la cartella blu e quella iniziò a piangere
Lavoro in casa della signora Anna da dodici anni. Ogni martedì e venerdì, alle nove del mattino.
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025
Il peso della mia stessa chiave
Il tintinnio dei calici si è rotto di colpo, come se qualcuno avesse staccato la spina. Il mio cinquantesimo
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037
Non sei invitata
Mi chiamo Marco, ho quarantacinque anni e da venti fotografo matrimoni. Ne ho visti di tutti i colori
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0111
Quarant’anni accanto a un uomo che non amava. Poi il mare le ha restituito la vita per sette giorni
L’ultima cosa che Assunta fece prima di entrare in acqua fu togliersi la fede dal dito. La tenne un momento
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Undici giorni
Alle undici precise suonarono alla porta. Stavo sul balcone a rinvasare i gerani, le dita piene di terriccio