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Centoventi invitati, centoventi calici di cristallo e un microfono che nessuno si sarebbe mai aspettato
Era un pomeriggio di giugno lento, di quelli in cui l'asfalto di Verona sembrava volersi sciogliere
La foto sul volo per Bari che il mio ex usò per distruggermi nascondeva l'unica prova che non dovevo
Quella mattina la sveglia di Chiara suonò alle cinque e mezzo, ma la telefonata che la buttò giù dal
Tommaso entrò nel bagno di servizio, chiuse la porta e rimase qualche secondo con la fronte appoggiata
Il rumore della festa si spense tutto insieme, come quando stacchi la spina a una radiosveglia.
La galleria dell’Ex Monastero dei Lucchesi a Lucca profumava di gigli e cera antica. Le volte a crociera
Davide parcheggiò la sua Giulietta stanca sotto casa della madre, a Spoleto. Erano le sette e mezzo del
Quel lunedì, Elena Galli arrivò alle otto e diciassette, esattamente come ogni mattina degli ultimi cinque anni.
Mi chiamo Chiara, e fino a un anno fa la mia vita affettiva era un cassetto chiuso a chiave.









